Annidato su di una collinetta dalla cima stretta, appiattita ed allungata, nel bel mezzo di un’area ricca di vegetazione bagnata dal fiume Calore, da cui deriva la seconda parte del suo nome, S. Mango sul Calore era un attivo centro commerciale, vantava uno dei borghi medioevali più belli dell’lrpinia, nonchè presenze storico-artistiche di rilievo, ed era conosciuto per una centrale elettrica che alimentava l’intera provincia prima della nazionalizzazione dell’energia elettrica (1962).
Già duramente provato dal sisma del 1930, il borgo irpino ed i suoi abitanti subirono un colpo durissimo col terremoto del 1980, che rase al suolo il paese, provocando tanti lutti, e costringendo numerosi nativi ad emigrare, tanto che gran parte delle abitazioni, pur se ricostruite, risultano desolatamente vuote.
Nonostante la grave tragedia vissuta, il paese ha mantenuto la sua vocazione commerciale, affiancata da antiche tradizioni agricole (cereali, vino, olio, foglia di gelso), pastorali (pingui pascoli con bestiame numeroso) e silvicoltura (legna), a cui in tempi recenti si sono aggiunte alcune attività industriali. S. Mango sul Calore fa parte della Comunità Terminio-Cervialto.
Il Santo Patrono è S. Teodoro, festeggiato l’ultima domenica di agosto. Durante la stagione estiva, sono tanti gli eventi organizzati anche per allietare le giornate dei tantissimi emigrati che fanno ritorno al natio borgo, tra cui ricordiamo la “Cavalcata”, una festa si celebra il 26 luglio in onore di S. Anna. Il mercato domenicale non si tiene più.
S. Mango sul Calore si raggiunge percorrendo la SS 400 o la SS 164 o utilizzando la strada ferrata, fermandosi alla stazione di Paternopoli.
